Fornire una fotografia aggiornata del mercato dei buoni pasto, misurare il valore creato e percepito da operatori e utenti, stimare gli effetti di possibili riforme normative per sperimentare un modello e dare vita a un Osservatorio permanente.

Questi gli obiettivi della ricerca: “L’impatto sociale ed economico dei buoni pasto” promossa da ANSEB – Associazione Nazionale Società Emettitrici Buoni Pasto in collaborazione con ALTIS Graduate School of Sustainable Management dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, condotta a fine 2023 con un campione rappresentativo sia di esercenti che di lavoratori, grazie alla partecipazione delle cinque principali aziende del settore dei buoni pasto operanti in Italia, a copertura di circa il 90% del mercato: Edenred, Up Day, Pluxee, Pellegrini, Toduba.

Analisi sugli utilizzatori

  • Il buono pasto si conferma un supporto flessibile, utilizzato su più canali: dove c’è maggior utilizzo verso la Grande Distribuzione, tre le motivazioni prevalenti vi è la mancanza di bar o ristoranti nelle vicinanze del luogo di lavoro, evento presente soprattutto nelle aree non metropolitane del Mezzogiorno.
  • Per il 66% del campione, i buoni pasti coprono in media tra il 50 e l’80% del costo di un pasto;
  • Il 62% del campione esprime un livello di soddisfazione medio o alto. Mediamente più soddisfatti sono gli under 35 (soprattutto per le versioni digitali/app), le donne, gli operai e i residenti del Centro Italia.
  • Il buono pasto è sempre più percepito come un “diritto” dal dipendente (punteggio medio di 4,1 su una scala da 1 a 5), mentre non viene percepito come un elemento che sottrae parte di salario al dipendente.
Analisi sugli esercenti

  • Prevale la percezione del buono pasto come “servizio” utile per aumentare la clientela. La maggior utilità percepita è tra gli esercizi della distribuzione.
  • Card e app sono ritenute garanzia di maggiore incasso (51% del campione), ma il loro utilizzo risulta soddisfacente solo per il 39% (a causa di rallentamenti sulle linee, della necessità di utilizzare più POS, dei tempi di rimborso).
  • Maggior soddisfazione nelle aree non metropolitane del Centro-Sud, con una forte percezione positiva dello strumento in termini di maggior garanzia di incasso (51%).

Metodologia 

L’indagine si è svolta attraverso 4 fasi:

  • L’analisi dell’evoluzione delle imprese associate.
  • L’analisi degli effetti osservati delle riforme sulle soglie di esenzione introdotte dalla normativa negli ultimi anni.
  • L’analisi di utilizzo e soddisfazione da parte di un campione nazionale di utilizzatori di buoni pasto, rappresentativo dell’universo degli utilizzatori, pari a circa 3 milioni (con 15.957 rispondenti).
  • L’analisi di utilizzo e soddisfazione da parte di un campione nazionale di esercenti, rappresentativo dell’universo, pari a circa 150mila (con 2.379 rispondenti).