IL BUONO PASTO

Il buono pasto si configura come uno strumento estremamente flessibile per i lavoratori, in tutte le ipotesi in cui le imprese o gli enti pubblici con i quali collaborano non ritengono opportuno o conveniente dotarsi di una mensa aziendale.
Attraverso tale titolo di legittimazione, infatti, è possibile garantire al personale la somministrazione di pasti e bevande durante l’intervallo lavorativo.

Il valore del buono pasto, fino all’ammontare di € 4,00 per il formato cartaceo e di € 8,00 per i buoni pasto in forma elettronica, è esente da oneri contributivi e previdenziali per il datore di lavoro e da trattenute fiscali per il dipendente.

IL MERCATO

In seguito ad un processo di progressiva terziarizzazione dell’economia e di diffusione sempre più capillare di piccole e medie imprese, prende forma lo strumento del buono pasto, come vera e propria alternativa alle mense aziendali, già presenti sul territorio sin dai primi anni ’70.

Erogati inizialmente solo in ipotesi specifiche e particolari, i buoni pasto hanno conosciuto un rapido incremento fino a raggiungere un volume di affari annuo pari a 4 miliardi di Euro valutando il valore facciale di spesa dei buoni (un mercato che nel 2023 è cresciuto del 5%).

Le motivazioni di tale sviluppo sono riconducibili essenzialmente a due fattori:

  • la scelta del buono pasto consente di eliminare i costi derivanti dall’allestimento dei locali da attrezzare per l’erogazione del servizio di mensa;
  • l’esistenza di benefici fiscali che garantiscono l’esenzione dall’imposta sul reddito e dagli oneri contributivi fino ad un ammontare giornaliero di 4,00 euro per il formato cartaceo e di 8,00 euro per i buoni pasto in forma elettronica.

Attualmente, in Italia, oltre il 40% dei lavoratori che pranzano fuori casa per motivi attinenti all’attività lavorativa usufruiscono del buono pasto quale titolo di legittimazione: le statistiche parlano di 3,5 milioni di lavoratori circa, suddivisi tra settore privato (2,8 milioni) e pubblico (700.000).

Gli esercizi convenzionati sono circa 170.000; nella quasi totalità si tratta di piccole e medie imprese. Le aziende e le pubbliche amministrazioni clienti sono 100.000.

Il settore dei buoni pasto è di significativo rilievo economico e sociale e ha dimostrati effetti di grande positività sulla produttività e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (Si veda a tal proposito “Food at Work”, Organizzazione Internazionale del Lavoro, Ginevra, 2009 reperibile al sito www.ilo.org)

Gli interpreti del mercato sono quattro: i datori di lavoro, le società emettritrici, gli esercizi erogatori dei servizi di ristorazione, i lavoratori.
Le società emettritrici, che si avvalgono di una più o meno vasta rete di affiliati/convenzionati, promuovono e vendono i buoni pasto ai datori di lavoro, che provvedono a somministrare gli stessi ai propri legittimati (lavoratori).
I lavoratori-utilizzatori ricevono la prestazione di servizi sostitutivi di mensa dietro semplice presentazione del titolo, che viene ritirato dal locale convenzionato e successivamente restituito alla originaria società emettritrice con contestuale emissione di fattura volta al riconoscimento di un corrispettivo.

FUNZIONAMENTO

icona_ciclo
icona-buono

I buoni pasto

sono un servizio sostitutivo di mensa erogato dal datore di lavoro al lavoratore, in forma cartacea o elettronica.

icona-emettitore

Gli emettitori

sono società specializzate nell’emissione dei buoni pasto. Il formato (cartaceo oppure elettronico) ed il relativo valore facciale è determinato secondo le esigenze della clientela. Successivamente il buono pasto verrà ritirato a cura della società emettritrice dietro pagamento di un corrispettivo agli esercizi convenzionati.

icona-datore-di-lavoro

I datori di lavoro

forniscono i buoni pasto ai propri lavoratori dipendenti e fiscalmente assimilati quale strumento idoneo a garantire loro la somministrazione di bevande e alimenti durante l’intervallo lavorativo. Tale erogazione non costituisce reddito da lavoro dipendente, fino ad un importo complessivo giornaliero di 4.00 € in formato cartaceo e di 8.00 € per il formato elettronico; di conseguenza, entro tale limite, il titolo di legittimazione è escluso da contributi previdenziali e assistenziali.

icona-lavoratore

I lavoratori-utilizzatori

fruiscono dei buoni pasto che consentono al legittimato di ricevere un servizio sostitutivo di mensa di importo pari al valore facciale del titolo, presso i pubblici esercizi convenzionati con la società emettritrice.

icona-esercizio-convenzionato

Gli esercizi convenzionati

sono autorizzati ad accettare i buoni pasto e si impegnano a garantire la prestazione di un servizio sostitutivo di mensa al lavoratore-utilizzatore. È comunque vietata qualsiasi dazione di danaro in conversione del valore facciale del buono. Gli esercizi convenzionati presentano i buoni pasto alle società di emissione per ottenere, dietro il rilascio di regolare fattura, il corrispettivo spettante.

STATISTICHE

DOVE MANGIANO A PRANZO I LAVORATORI

PRANZO IN CASA 62%
PRANZO IN MENSA 12%
PRANZO RISTORANTE O TRATTORIA 7%
PRANZO IN UN BAR 6%
PRANZO SUL POSTO DI LAVORO 13%

QUANTI OCCUPATI HANNO IL BUONO PASTO
(quota % sul totale occupati a tempo pieno)

ITALIA 16%
NORD OVEST 24%
NORD EST 9%
CENTRO 21%
SUD E ISOLE 9%

NUMERO BUONI PASTO PER AREA GEOGRAFICA

LA DISTRIBUZIONE DEL VOLUME D’AFFARI

SEGMENTAZIONE DEL VALORE DI MERCATO (in %)

Fonte Dati: C.S. Fipe